Le uscite di aprile

Questo mese al cinema:

  • “The special need”, di Carlo Zoratti, genere documentario drammatico, avventura, dal 3 aprile 2014;
  • “Divergent”, di Neil Burger, con Kate Winslet, genere azione, fantascienza, dal 3 aprile 2014;
  • “Father and son”, di Hirokazu Kore-Eda, genere drammatico, dal 3 aprile 2014;
  • “I corpi estranei”, di Mirko Locatelli, genere drammatico, dal 3 aprile 2014;
  • “Il Pretore”, di Giulio Base, con Francesco Pannofino, genere commedia, dal 3 aprile 2014;
  • “Nottetempo”, di Francesco Prisco, con Giorgio Pasotti, genere noir drammatico, dal 3 aprile 2014;
  • “Ti ricordi di me?”, di Rolando Ravello, con Ambra Angiolini, Edoardo Leo, genere commedia, dal 3 aprile 2014;
  • “Barry, Gloria e i Disco Worms”, di Thomas Borch Nielsen, con Arisa, genere animazione, dal 10 aprile 2014;
  • “Un matrimonio da favola”, di Carlo Vanzina, con Ricky Memphis, Adriano Giannini, Emilio Solfrizzi, Giorgio Pasotti, Stefania Rocca, genere commedia, dal 10 aprile 2014;
  • “Oculus”, di Mike Flanagan, genere horror, dal 10 aprile 2014;
  • “Grand Budapest Hotel”, di Wes Anderson, con Ralph Fiennes, Adrien Brody, Willem Dafoe, genere commedia, dal 10 aprile 2014;
  • “Noah”, di Darren Aronofsky, con Russell Crowe, Jennifer Connelly, Emma Watson, Anthony Hopkins, genere biblico drammatico, dal 10 aprile 2014;
  • “Mister Morgan”, di Sandra Nettelbeck, con Michael Caine, genere commedia, dal 10 aprile 2014;
  • “Nessuno mi pettina bene come il vento”, di Peter Del Monte, con Laura Morante, genere drammatico, dal 10 aprile 2014;
  • “Gigolò per caso”, di John Turturro, con Woody Allen, John Turturro, Sharon Stone, genere commedia, dal 17 aprile 2014;
  • “Transcendence”, di Wally Pfister, con Johnny Depp, Paul Bettany, Rebecca Hall, genere azione, dal 17 aprile 2014;
  • “Rio 2 – Missione Amazzonia”, di Carlos Saldanha, genere animazione, dal 17 aprile 2014;
  • “Onirica – Fields of Dogs”, di Lech Majewski, genere drammatico, dal 17 aprile 2014;
  • “Song ‘e Napule”, di Marco e Antonio Manetti, con Gianpaolo Morelli e Carlo Buccirosso, genere commedia, poliziesco, dal 17 aprile 2014;
  • “Ti sposo ma non troppo”, di Gabriele Pignotta, con Vanessa Incontrada, genere commedia, dal 17 aprile 2014;
  • “The amazing Spider Man 2 – Il potere di Electro”, di Marc Webb, con Andrew Garfield, Emma Stone, Jamie Foxx, genere fantasy, dal 23 aprile 2014;
  • “Nymphomaniac – Vol. 1”, di Lars von Trier, genere drammatico, dal 24 aprile 2014;
  • “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve”, di Felix Herngren, genere avventura, dal 24 aprile 2014;
  • “In nomine Satan”, di Emanuele Cerman, genere thriller, dal 24 aprile 2014;
  • “La sedia della felicità”, di Carlo Mazzacurati, con Valerio Mastandrea, Isabella Ragonese, Giuseppe Battiston, Katia Ricciarelli, Raul Cremona, genere commedia, dal 24 aprile 2014;
  • “Violetta – Backstage pass”, concerto, dal 26 aprile 2014;
  • “Francesco da Buenos Aires – La rivoluzione dell’uguaglianza”, di Fulvio Iannucci e Miguel Rodriguez Arias, genere documentario, dal 28 aprile 2014;
  • “Il mondo fino in fondo”, di Alessandro Lunardelli, con Filippo Scicchitano, Luca Marinelli, Barbora Bobulova, genere commedia, dal 30 aprile 2014;
  • “Tracks – Attraverso il deserto”, di John Curran, genere drammatico, biografico, dal 30 aprile 2014;
  • “Il venditore di medicine”, di Antonio Morabito, con Claudio Santamaria, Isabella Ferrari, genere drammatico, dal 30 aprile 2014;
  • “Un fidanzato per mia moglie”, di Davide Marengo, con Paolo Kessisoglu, Geppi Cucciari, Luca Bizzarri, genere commedia, dal 30 aprile 2014.

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Le uscite di marzo

Questo mese al cinema:

  • “Una donna per amica”, di Giovanni Veronesi, con  Fabio De Luigi, Laetitia Casta, Valeria Solarino, Monica Scattini, Geppi Cucciari, genere commedia, dal 27 febbraio 2014.
  • “300 – L’alba di un impero”, di Noam Murro, con Sullivan Stapleton, Eva Green, genere azione, dal 6 marzo 2014;
  • “Tarzan”, di Reinhard Klooss, Holger Tappe, genere animazione, dal 6 marzo 2014;
  • “Allacciate le cinture”, di Ferzan Ozpetek, con Kasia Smutniak e Francesco Arca, genere commedia drammatica, dal 6 marzo 2014;
  • “Un ragionevole dubbio”, di Peter Howitt, genere thriller, dal 6 marzo 2014;
  • “La mossa del pinguino”, di Claudio Amendola, con Edoardo Leo, Ricky Memphis, Ennio Fantastichini, Antonello Fassari, Francesca Inaudi, genere commedia, dal 6 marzo 2014;
  • “Chocò”, di Jhonny Hendrix Hinestroza, genere drammatico, dal 6 marzo 2014;
  • “Il Superstite”, di Paul Wright, genere drammatico, dal 6 marzo 2014;
  • “Registe”, di Diana Dell’Erba, genere documentario, dal 6 marzo 2014;
  • “Felice chi è diverso”, di Gianni D’Amelio, genere documentario dal 6 marzo 2014;
  • “47 Ronin”, di Carl Rinsch, con Keanu Reeves, genere azione, dal 13 marzo 2014;
  • “Lei”, di Spike Jonze, con Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Olivia Wilde, genere commedia, dal 13 mmarzo 2014;
  • “Maldamore”, di Angelo Longoni, con Ambra Angiolini, Luisa Ranieri, Alessio Boni, Luca Zingaretti, Ettore Bassi, genere commedia, dal 13 marzo 2014;
  • “Ida”, di Pawel Pawlikowski, genere drammatico, dal 13 marzo 2014;
  • “Need for speed”, di Scott Waugh, genere azione, dal 13 marzo 2014;
  • “Mr Peabody e Sherman”, di Rob Minkoff, genere animazione, dal 13 marzo 2014;
  • “Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, di Dany Boon, genere commedia, dal 13 marzo 2014;
  • “Prossima fermata: Fruitvale Station”, di Ryan Coogler, genere drammatico, dal 13 marzo 2014;
  • “Non buttiamoci giù”, di Pascal Chaumeil, con Pierce Brosnan, Toni Collette, genere commedia, dal 20 marzo 2014;
  • “Il ricatto”, di Eugenio Mira, con John Cusack, Elijah Wood, genere thriller, dal 20 marzo 2014;
  • “Jimmy P.”, di Arnaud Desplechin, con Benicio Del Toro, genere drammatico, dal 20 marzo 2014;
  • “Amici come noi”, di Enrico Lando, con Pio D’Antini, Amedeo Grieco, Alessandra Mastronardi, genere commedia, dal 20 marzo 2014;
  • “Noi 4”, di Francesco Bruni, genere drammatico, dal 20 marzo 2014;
  • “I fratelli Karamazov”, di Petr Zelenka, genere drammatico, dal 24 marzo 2014;
  • “Captain America – The Winter Soldier”, di Anthony Russo, Joe Russo, con Chris Evans, Samuel L. Jackson, Scarlett Johansson, genere azione, dal 26 marzo 2014;
  • “Storia di una ladra di libri”, di Brian Percival, con Geoffrey Rush, Emily Watson, genere drammatico, dal 27 marzo 2014;
  • Yves Saint Laurent”,  di Jalil Lespert, genere biografico, dal 27 marzo 2014;
  • “Lovelance”, di Rob Epstein, Jeffrey Friedman, con Amanda Seyfried, Peter Sarsgaard, Juno Temple, Sharon Stone, genere biografico, dal 27 marzo 2014;
  • “Luna su Torino”, di Davide Ferrario, genere drammatico, dal 27 marzo 2014.

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Sandra Bullock: biografia

Nata il 26 luglio 1964 a Washington D.C., Sandra Annette Bullock viene avviata fin da bambina alla carriera artistica dalla madre, tedesca cantante d’opera, e dal padre, insegnante di canto e dizione. Per il lavoro della madre gira l’Europa durante l’infanzia, studia pianoforte, entra nel coro del “Norimberga Staatstheater” e prende parte ad alcune produzioni teatrali del Teatro dell’Opera. Bilingue inglese-tedesco, torna in America. Popolare cheerleader alla Washington-Lee High School  in Virginia, dopo un breve periodo all’Università della East Carolina, Sandra decide di trasferirsi a New York per studiare recitazione con Sanford Meisner e dove inizia ad essere provinata per varie trasmissioni televisive (ma guadagnandosi da vivere facendo la cameriera), ottenendo nel 1987 la sua prima parte da protagonista in un film: Hangmen (1987). Due anni più tardi è sul grande schermo con le produzioni indipendenti Who shot Patakango? (1989) e Religion, Inc. (1989), in televisione con Bionic Showdown: the six million dollar man and the bionic woman, Delitto al Central Park e la serie Starting from Scratch. Fidanzata con il regista Michael Mailer e trovatasi un agente, si spinge nei teatri off-Broadway, portando in scena qualche pièce. Nel 1990 gira il telefilm basato sull’omonima pellicola Donna in carriera (ruolo che era stato già portato sullo schermo da Melanie Griffith), la mini serie Lucky Chaces e, dopo Pozione d’amore (1992)in cui trova un nuovo batticuore, l’attore Tate Donovan che recita con lei nel film, si dedica esclusivamente al cinema. Nel 1993 prende parte a ben sei produzioni diverse: The vanishing Party di CapodannoDemolition Manal ,al fianco di Sylvester Stallone, Quella cosa chiamata amore accanto al defunto River Phoenix e a Dermot Mulroney, Ricordando Hemingway , con Robert Duvall, Richard Harris e Shirley MacLaine, e Fiamme sull’Amazzonia. Il successo definitivo arriva con Speed (1994) accanto a Keanu Reeves, e per questo ruolo Sandra vince due MTV Movie Awards nelle categorie Miglior performance femminile e Attrice più attraente. Accetterà più in là di partecipare al sequel del film, che disgraziatamente sarà un flop, ma l’attrice non si lascia cucire addosso il ruolo dell’eroina di action movie e, sebbene spesso protagonista di film d’azione, non disdegna in futuro anche piacevoli incursioni nella commedia. Nel 1995 è la protagonista del discreto The Net – Intrappolata nella rete. Sentimentalmente passata dall’attore Matthew McConaughey al jazzista Bob Schneider, prende il posto di Demi Moore in Un amore tutto suo (1995) e l’anno successivo è impegnata con successo sul set del thriller giudiziario Il momento di uccidere tratto da un romanzo di John Grisham. Dopo Ladri per amore (1996) fonda, insieme alla sorella Gesine, la casa di produzione Fortis Films. Lo stesso anno è nel cast di Amare per sempre (1996), dove interpreta il ruolo di un’infermiera che fece perdere la testa a un giovane Ernest “Ernie” Hemingway. Sandra affianca Nicole Kidman nella commedia brillante Amori e incantesimi (1998) e si sente ormai pronta per andare dietro la macchina da presa, ma invece di dirigere un grande film, sceglie di essere la regista di un cortometraggio (Making Sandwiches) con Matthew McConaughey ed Eric Roberts. Viene considerata perfino per il ruolo di protagonista ne Se scappi, ti sposo (1999), ma alla fine Julia Roberts avrà la meglio. Voce di Miriam nel film d’animazione Il principe d’Egitto (1999), con il quale la Dreamworks esordisce, fidanzata con il cantante blues Guy Forsythe, Sandra Bullock è ormai una delle attrici più popolari di Hollywood ma soprattutto è quella che si è specializzata di più in pellicole romantiche come: Piovuta dal cielo (1999), 28 giorni (2000) e Two Weeks Notice – Due settimane per innamorarsi (2002) e nel 2000 ottiene uno strepitoso successo con Miss Detective, nei panni di un agente dell’FBI con un pessimo carattere e un corpo mozzafiato. Attrice tra le più pagate di Hollywood, è sempre molto impegnata nella beneficienza e dopo l’attacco a New York dell’ 11 settembre 2001, dona alla Croce Rossa Americana 1 milione di dollari, donazione replicata per lo tsunami del 2004 e il terremoto di Haiti del 2010. Terminata la sua storia d’amore con Matthew McConaughey, sul set di Formula per un delitto (2002) conosce e si innamora del giovane collega Ryan Goslin e inizia una storia d’amore con lui. Si prende una pausa dal set per due anni e produce la serie tv George Lopez (2002-2004), recitandovi in tre episodi, e torna al cinema nel 2004 con Crash – Contatto fisico. Nel 2005 si sposa con Jesse James, star di un reality,  e riprende a recitare infilando una lunga serie di successi al botteghino con Loverboy di Kevin Bacon, Miss Fbi infiltrata speciale e La casa sul lago del tempo (2006), successivamente seguito dal più intenso ruolo della scrittrice Harper Lee in Infamous (2006), pellicola biografica su Truman Capote. Nel 2005 riceve la sua stella sulla Hollywood Walk of Fame. Nel 2009 è sugli schermi con la commedia Ricatto d’amore, un film in cui è una donna in carriera costretta a chiedere a un suo dipendente d’ufficio di sposarlo per avere la green card. Un film che ha fatto parlare molto anche perché compare per la prima volta in una scena di nudo. Reginetta del box office, tra le star più influenti e redditizie di Hollywood, la Bullock nel 2010 si è aggiudicata un Oscar e un Golden Globe per il suo ruolo drammatico in The Blind Side,che racconta la storia vera di Michael Oher, un giovane senzatetto afroamericano. La notte prima degli Oscar ha dimostrato il suo solito senso dell’umorismo accettando di andare a ritirare il Razzie (pernacchia d’oro) per la peggiore attrice protagonista per la commedia All about Steve. Sulla bocca di tutti per l’Oscar ricevuto, viene travolta da uno scandalo quando è reso pubblico su In touch il tradimento del marito con una pornodiva. La Bullock annulla tutti gli impegni e si chiude in casa per mesi, si separa dal Jesse James e continua le pratiche per l’adozione del piccolo Louis da madre single. Si consola con Ryan Reynolds ma anche questa storia d’amore finisce poco dopo. Nel 2012 la vediamo nel drammatico ruolo di madre in Molto forte, incredibilmente vicino, tratto dal romanzo diJonathan Safran Foer, e nel 2013 è protagonista con Melissa McCarthy della commedia Corpi da reato, e insieme a George Clooney del film di fantascienza di Alfonso Cuaròn Gravity, film d’apertura della Mostra del Cinema di Venezia 2013, che le regala una nomination al premio Oscar 2014 come miglior attrice protagonista (il film ha ottenuto dieci candidature, a parimerito con American Hustle).

Sandra dà il meglio di sé nei ruoli frustrati, senza alcun dubbio. Quando è sfruttata per personaggi che attraversano un brutto quarto d’ora, riesce a tirare fuori il meglio di se stessa e, imprevedibilmente, si fa adorare dal pubblico.

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FILMOGRAFIA

  • Hangmen (1987)
  • Religion, Inc. (1989)
  • Who Shot Patakango? (1989)
  • Who do I Gotta Kill (1992)
  • Party di capodanno (When the Party’s Over) (1992)
  • Pozione d’amore (Love Potion No. 9) (1992)
  • Fiamme sull’Amazzonia (Fire on the Amazon) (1993)
  • The Vanishing – Scomparsa (The Vanishing) (1993)
  • Quella cosa chiamata amore (The Thing Called Love) (1993)
  • Ricordando Hemingway (Wrestling Ernest Hemingway) (1993)
  • Demolition Man (1993)
  • Speed (1994)
  • Un amore tutto suo (While You Were Sleeping) (1995)
  • The Net – Intrappolata nella rete (The Net) (1995)
  • Ladri per amore (Two If by Sea) (1996)
  • Il momento di uccidere (A Time to Kill) (1996)
  • Amare per sempre (In Love and War) (1996)
  • Speed 2 – Senza limiti (Speed 2: Cruise Control) (1997)
  • Ricominciare a vivere (Hope Floats) (1998)
  • Making Sandwiches – cortometraggio (1998)
  • Amori & incantesimi (Practical Magic) (1998)
  • Piovuta dal cielo (Forces of Nature) (1999)
  • Famous – Lisa Picard is Famous (2000)
  • Gun Shy – Un revolver in analisi (Gun Shy) (2000)
  • 28 giorni (28 Days) (2000)
  • Miss Detective (Miss Congeniality) (2000)
  • Formula per un delitto (Murder by Numbers) (2002)
  • I sublimi segreti delle Ya-Ya Sisters (Divine Secrets of the Ya-Ya Sisterhood) (2002)
  • Two Weeks Notice – Due settimane per innamorarsi (2002)
  • Crash – Contatto fisico (2004)
  • Loverboy (2005) – cameo
  • Miss F.B.I. – Infiltrata speciale (Miss Congeniality 2: Armed and Fabulous) (2005)
  • La casa sul lago del tempo (The Lake House) (2006)
  • Infamous – Una pessima reputazione (Infamous) (2006)
  • Premonition (2007)
  • Ricatto d’amore (The Proposal) (2009)
  • A proposito di Steve (All About Steve) (2009)
  • The Blind Side (2009)
  • Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud and Incredibly Close) (2011)
  • Corpi da reato (The Heat) (2013)
  • Gravity (2013)

Gangs of New York: review

“Gangs of New York” succeeds because of Scorsese’s determination to pay tribute to New York’s brutal and chaotic past. Set in the Five Points neighborhood of 1860s New York, the movie follows a young Irish American, Amsterdam Vallan (Leonardo DiCaprio), who sees his father, Priest Vallon (Liam Neeson), leader of the Irish immigrants street gang the Dead Rabbits, killed in a street brawl with a rival gang led by William Cutting aka Bill the Butcher (Daniel Day-Lewis). Emerging from an orphanage 16 years after his father’s death, Amsterdam is determined to ingratiate himself into Bill’s confidence and then once in a position of power, cut down the man who butchered his father. Amsterdam’s plan works, however he finds himself falling under the spell of the captivating Bill the Butcher. His carefully laid plans for vengeance rage against his growing admiration for The Butcher. Then events occur which take the onus out of Amsterdam’s hands and force him to become a leader like his father, taking up arms against the gangs who laid waste to the Dead Rabbits.

Set amidst urban uprisings and the 1863 Civil War Draft Riots, “Gangs of New York” paints a picture of the struggle for freedom, dignity and the right to make a life for one’s self in America. While Scorsese’s sets and costumes effectively evoke the feel of the late 1800s, it’s Daniel Day-Lewis who gives life to the spirit of the times. Daniel Day-Lewis is seemingly possessed by his character, Bill the Butcher. His imposing presence onscreen overshadows every other actor, consuming the screen and reducing all other characters to mere side notes. But not Leonardo Di Caprio: this is another performance that would deserve an academic award for him. The film had its slower moments when it focused on the romance between Leonardo DiCaprio and Cameron Diaz, a love affair just mentioned and not so much developed.

Martin Scorsese has been justifiably labeled ‘America’s best director’ and with “Gangs of New York,” Scorsese shows his love of our history, his skill at telling stories.

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Martin Scorsese: biografia

Secondo figlio di Charles e Catherine Scorsese (spesso presenti come comparse nei film del figlio), Martin Scorsese è nato il 17 novembre 1942 a Flushing, NY; fin da piccolo ha coltivato l’amore per la cinematografia anche per l’impossibilità, a causa di una forte asma, a partecipare alle normali attività ricreative dei coetanei. Cresciuto in un ambiente devotamente cattolico, inizialmente studia per diventare prete. In seguito tuttavia decide di abbandonare il clero per iscriversi alla scuola di cinematografia dell’università di New York, dove ha modo di produrre e dirigere i suoi primi lavori. Nel 1969 dopo una serie notevole di lavori più o meno sperimentali, completa il suo primo lungometraggio “Chi bussa alla mia porta?”, un dramma che già vede la presenza dell’attore Harvey Keitel. Il film segnò l’inizio di una lunga collaborazione con il produttore Thelma Schoonmaker, un importante componente nell’evoluzione della particolare sensibilità visiva di Scorsese. Dopo essere entrato come insegnante di ruolo di cinematografia alla New York University (dove fra i suoi studenti c’erano gli aspiranti registi Oliver Stone e Jonathan Kaplan), Martin Scorsese distribuì “Street scenes”, un documentario su una dimostrazione studentesca del Maggio del 1970 che si opponeva all’invasione americana in Cambogia. Presto lasciò New York per Hollywood, lavorando come produttore di film che andavano da “Woodstock” a “Medicine Ball Caravan” a “Elvis on tour” guadagnandosi il soprannome di “the Butcher”. Per la American International Pictures di Roger Corman Scorsese diresse anche il suo primo film che ricevette una vasta distribuzione: l’economico “Boxcar Bertha” del 1972, con Barbara Hershey e David Carradine. Con lo stesso staff tecnico presto ritornò a New York e cominciò a lavorare al suo primo capolavoro, il dramma “Mean street” del 1973, una pellicola che delinea molti tratti stilistici principali dell’opera di Scorsese: il suo uso di antieroi emarginati, insolite tecniche di fotografia e regia, ossessioni che si contrappongono tra la religione e la vita dei gangster, e l’uso evocativo della musica popolare. Fu questo film che lo lanciò alla guida di una nuova generazione di talenti cinematografici americani. Il film segnò anche il rapporto di Martin Scorsese con Robert De Niro, che rapidamente emerse come figura centrale nella maggior parte dei suoi lavori. In seguito Martin viaggiò in Arizona per cominciare a girare “Alice doesn’t live here anymore” (1974), una risposta alla critica la quale affermava che egli non sapeva dirigere un “film di donne”. Il risultato finale portò a Ellen Burstyn un Oscar come migliore attrice, alla cerimonia annuale degli Academy Awards, e la nomination come migliore attrice non protagonista per Diane Ladd. Il film successivo fu l'”Italo-americano” del 1974, un film che Scorsese ha sempre considerato il suo favorito tra i suoi lavori. Uno sguardo-documentario all’esperienza degli immigranti italiani e alla vita nella Little Italy di New York; il film vide come primi attori i genitori del regista. Incluse persino la ricetta segreta della salsa di pomodoro di Catherine Scorsese. Ritornato a New York, Scorsese cominciò a lavorare al leggendario “Taxi driver”, cupa storia di un tassista alienato. Acclamato fin da subito come un capolavoro, “Taxi Driver” vinse la Palma d’Oro al Festival di Cannes del 1976. Come si sa, la cosa difficile di ogni successo è ripeterlo. E così il grande regista si concentra su un nuovo copione con la ferma intenzione di centrare il bersaglio. E’ la volta di “New York, New York”, un ricco musical del 1977, ancora con Robert De Niro affiancato questa volta da Liza Minnelli. Malgrado la grande ambientazione e il grande cast, il film venne considerato inspiegabilmente come non riuscito, gettando Martin Scorsese in una seria crisi professionale. Fortunatamente un altro progetto a breve termine contribuì ad impegnarlo e tenerlo su di giri: si trattava del documentario relativo all’ultima esibizione del gruppo “The Band”. Ricco di comparse celebri che vanno da Muddy Waters a Bob Dylan e Van Morrison, il film concerto “L’ultimo valzer” arrivò nel 1978, e provocò deliri nel mondo del festival e tra i fan della pop music. Scorsese tornò dunque ad essere in cima alla lista dei registi più quotati. Un ottimo carburante per le sue future imprese. Nell’aprile del 1979, dopo anni di preparazione, comincia a lavorare “Toro scatenato”, un film basato sull’autobiografia del boxer Jake LaMotta, considerato ormai come il più grande film degli anni ’80. Robert De Niro (ancora lui), vinse l’Oscar come migliore attore. I due si ritrovano qualche anno dopo per un altro stupendo film “Re per una notte”, impietoso ritratto, agevolato dalla presenza di un fantastico ed inedito Jerry Lewis in una parte per lui insolitamente drammatica, dai risvolti paradossali a cui può portare la fame di gloria. Ma il sogno del regista americano, covato per anni, era quello di fare un film sulla vita di Gesù e finalmente, nel 1983, trova pane per i suoi denti: un romanzo di Nikos Kazantzakis che prontamente adatta per lo schermo. Il risultato è lo scandaloso “L’ultima tentazione di Cristo”, un film (con Willem Dafoe) che fin dalla sua comparsa sugli schermi sollevò cori di protesta e minacce di boicottaggio. Il tutto solo per aver cercato di rappresentare il Cristo nella sua dimensione di uomo, prima che divina. La Storia, naturalmente, si incaricherà di decidere se l’operazione di Scorsese abbia avuto una sua validità artistica. Nel lavoro successivo Scorsese cambia totalmente registro: si cala nel mondo dei biliardi e delle scommesse e sforna “Il colore dei soldi”, altro acclamato capolavoro, pieno di successi anche per gli attori che vi parteciparono (Tom Cruise e un grande Paul Newman, che per l’occasione rispolverò un suo vecchio ruolo). Dopo aver collaborato con Francis Ford Coppola e Woody Allen al trittico del 1989 “New York stories”, Martin Scorsese inizia a lavorare al suo successivo capolavoro, “Goodfellas / Quei bravi ragazzi”. Girato nel 1990, il film esamina dettagliatamente il sottobosco criminale di New York, facendo guadagnare all’attore Joe Pesci un Oscar come attore non protagonista nel ruolo di un killer di una banda criminale. Come parte del contratto con la Universal Picture che gli permise di girare “L’ultima tentazione di Cristo”, Scorsese aveva anche accettato di dirigere un film più commerciale. Il risultato fu “Cape fear” del 1991, un ammodernamento del classico giallo hollywoodiano. Il successivo, “L’età dell’innocenza” (1993) rivela invece un drammatico cambio di rotta; film delicato e intimista, mostra le abitudini sociali condite di ipocrisie e perbenismi della New York della metà del secolo. Nel 1995, ritorna sulla breccia con due nuovi film. Il primo, “Casinò” (con Sharon Stone), documenta la nascita e il declino delle regole delle bande criminali nella Las Vegas dagli anni 1970 in poi, mentre “A century of cinema – A personal journey with Martin Scorsese Through American cinema” esamina con raro acume critico e sensibilità l’evoluzione dell’arte cinematografica di Hollywood. Nel 1997 porta a termine “Kundun”, una meditazione sugli anni formativi del Dalai Lama in esilio e, nello stesso anno riceve un’onorificenza a vita dall’American Film Institute. Scorsese è ritornato alla sedia da regista nel 1999 con “Al di là della vita”, un dramma a sfondo sanitario con Nicholas Cage nel ruolo di un paramedico emotivamente esausto, che segna il suo ritorno all’ambiente della New York contemporanea. Una scelta confermata con “Gangs of New York” (ennesimo capolavoro con Cameron Diaz, Leonardo Di Caprio e Daniel Day-Lewis), in cui il regista tenta un’analisi delle radici profonde che stanno alla base della costituzione di una città complessa e contraddittoria come New York e, in senso traslato, di tutta l’America. Tra i suoi ultimi lavori vi sono “The Aviator” (2005) per il quale Leonardo Di Caprio ha vinto il premio Golden Globe come Miglior attore protagonista, “The Departed” che nell’edizione degli oscar 2007 si è aggiudicato i premi come Miglior film e miglior regia, poi “Shutter Island” (2010) e il recentissimo “The wolf of Wall Street” (2013), sempre con Di Caprio come protagonista.

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FILMOGRAFIA

Regista:

  • Chi sta bussando alla mia porta? (Who’s That Knocking at My Door) (1969)
  • America 1929 – Sterminateli senza pietà (Boxcar Bertha) (1972)
  • Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno (Mean Streets) (1973)
  • Alice non abita più qui (Alice Doesn’t Live Here Anymore) (1975)
  • Taxi Driver (1976)
  • New York, New York (1977)
  • Toro scatenato (Raging Bull) (1980)
  • Re per una notte (The King of Comedy) (1983)
  • Fuori orario (After Hours) (1985)
  • Il colore dei soldi (The Color of Money) (1986)
  • L’ultima tentazione di Cristo (The Last Temptation of Christ) (1988)
  • New York Stories, episodio Lezioni dal vero (Life Lessons) (1989)
  • Quei bravi ragazzi (Goodfellas) (1990)
  • Cape Fear – Il promontorio della paura (Cape Fear) (1991)
  • L’età dell’innocenza (The Age of Innocence) (1993)
  • Casinò (Casino) (1995)
  • Kundun (1997)
  • Al di là della vita (Bringing Out the Dead) (1999)
  • Gangs of New York (2002)
  • The Aviator (2004)
  • The Departed – Il bene e il male (The Departed) (2006)
  • Shutter Island (2010)
  • Hugo Cabret (Hugo) (2011)
  • The Wolf of Wall Street (2013)

Attore:

  • Chi sta bussando alla mia porta? (Who’s That Knocking at My Door) (1969)
  • America 1929 – Sterminateli senza pietà (Boxcar Bertha) (1972)
  • Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno (Mean Streets) (1973)
  • Italoamericani (Italianamerican) (1974)
  • Taxi Driver (1976)
  • Cannonball (1976)
  • Il pap’occhio (1980)
  • Toro scatenato (Raging Bull) (1981)
  • Re per una notte (The King of Comedy) (1983)
  • Anna Pavlova (1983)
  • Fuori orario (After Hours) (1985)
  • Round Midnight – A mezzanotte circa (Round Midnight) (1986)
  • Il colore dei soldi (The Color of Money) (1986)
  • Lezioni dal vero (Life Lessons), episodio di New York Stories (1989)
  • Sogni (1990)
  • Rischiose abitudini (The Grifters) (1990)
  • Indiziato di reato (Guilty by Suspicion) (1991)
  • L’età dell’innocenza (The Age of Innocence) (1993)
  • Quiz Show (1994)
  • Cerca e distruggi (Search and Destroy) (1995)
  • Scene by Scene – serie TV, 1 episodio (1998)
  • La dea del successo (The Muse) (1999)
  • Al di là della vita (Bringing Out the Dead) (1999)
  • Curb Your Enthusiasm – serie TV, 2 episodi (2002)
  • Gangs of New York (2002)
  • The Neighborhood, episodio di The Concert for New York City (2001)
  • Il cineasta e il labirinto – documentario (2002)
  • Shark Tale (2004)
  • The Aviator (2004)
  • Entourage – serie TV, 2 episodi (2008)
  • 30 Rock – serie TV, 1 episodio (2009)
  • Hugo Cabret (2011)

Pride & Prejudice: review

Hollywood loves Jane Austen. It may seem strange that a nineteenth-century spinster who rarely ventured outside of the small towns of rural England should still attract an audience today, but her unforgettable and appealing characters, sharp dialogue, lush settings, and happy endings are perfectly suited for Hollywood.

This latest film version of Austen’s most famous book, “Pride & Prejudice,” exploits its charm to the fullest. The heart of the story is the romance between Elizabeth Bennet and Mr. Darcy, and Keira Knightley and Matthew MacFadyen are riveting together. Keira Knightley is far prettier than Lizzie (Lizzie is meant to be the brains of the family; elder sister Jane is the beauty), but she so perfectly captures Lizzie’s self-deprecating humor and wry observations that she can be forgiven for her exquisite looks. MacFayden’s Darcy is not an easy man to love. He is at first wonderfully graceless and stiff, making Lizzie’s initial prejudice against him much more understandable than it is in many other adaptations. The developing attraction between the two is intensified accordingly, beginning with Darcy’s first rude refusal to dance, and including a wonderfully wet, rainy scene for Lizzie’s passionate refusal of his first proposal.

Lizzie and Mr. Darcy are only two of the memorable characters the uniformly strong acting in “Pride & Prejudice” brings to life. Brenda Blethyn, in particular, infuses the flighty Mrs. Bennet with warmth and depth. Oddly, in this story dominated by women, two of the most powerful performances are by men. Tom Hollander is the odious, sycophantic Mr. Collins and the commanding Donald Sutherland plays an unusually strong Mr. Bennet, bringing an added intensity to these often-overlooked Austen men. Hollander’s performance is especially compelling, as the audience gradually realizes that the six Bennet women will be completely at the mercy of this vain, obnoxious man who stands to inherit the entire estate, and we begin to understand Mrs. Bennet’s genuine desperation to see her five daughters safely married.

Screenwriter Deborah Moggach skillfully interprets both Austen’s clever dialogues and her clear insight into society. The movie begins in the Bennet’s cramped house, filled with women, livestock, and laundry; Mr. Bingley’s more spacious, airy halls are a distinct contrast. By the time we come to Mr. Darcy’s magnificent estate (played by Chatsworth House, the home of the Duke and Duchess of Devonshire and the largest private house in Britain), the strict class hierarchy of Austen’s England has been neatly laid out before us.

“Pride & Prejudice” combines sparkling writing, strong acting, exquisite settings, and passionate chemistry between Lizzie and Darcy in a brilliant adaptation of this beloved book.

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